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Borse ancora in rosso, pesa crollo Oracle e AI. Bitcoin recupera gli 84.000$, ma c’è un grafico che non fa dormire i trader

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Mentre Donald Trump e Xi Jinping discutono (soprattutto) di AI le azioni del settore vivono un’altra giornata da incubo. Male Nvidia, male Broadcom, male Micron, male anche i cosiddetti hyperscaler, per un timore che arriva principalmente da una brutta notizia di Oracle, che sta cercando in modo assai disperato di tirarsi fuori dalla costruzione di un data center in Texas. Il mondo crypto invece recupera, segnale chiaro di una fase molto complicata in termini di lettura su praticamente tutti i mercati.

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Le performance negative dei principali titoli del comparto AI e chip si stanno riflettendo anche sul Nasdaq-100, che si avvia a chiudere un’altra giornata in negativo. A dominare sono ancora le questioni che riguardano rendimenti dei bond, inflazione, petrolio. Questioni che – almeno allo stato attuale delle cose – non sembra si possano risolvere a breve.

Bond USA ancora sotto stress

Continua lo scarico di debito pubblico americano, con i Treasury decennali che chiedono ora sul mercato secondario rendimenti superiori al 5,16%. Il 5% era considerato, almeno fino a qualche tempo fa, una sorta di linea rossa da non superare. Nonostante gli annunci del Tesoro USA (riacquisterà titoli) e nonostante le minacce del segretario del Tesoro Scott Bessent, i mercati sono in pieno controllo della discussione.

Per quanto riguarda i trentennali, siamo su livelli di rendimento che non si vedevano dal 2004. La spinta al rialzo dei rendimenti arriva da un mix, che abbiamo già analizzato su questo sito, che riguarda le aspettative sull’inflazione e dunque le attese sulle scelte future di politica monetaria.

Bitcoin recupera qualcosa dopo una mattinata al ribasso

Dopo aver lottato per rimanere sopra gli 83.000$, BTC84.085 $▼ -0,27% conferma il suo ottimo stato di forma recuperando con una certa convinzione gli 84.000$. Al netto di quelli che potrebbero essere i movimenti mentre ci avviciniamo al weekend, è evidente che la principale criptovaluta stia attraversando un momento di grazia non indifferente, con una resilienza maggiore di asset considerati assai più quadrati.

In mattinata abbiamo pubblicato una guida minima ai ribassi presenti e futuri, che spiega un po’ la situazione che i mercati stavano vivendo almeno prima dell’apertura di oggi.

Dollaro ancora molto forte

Continua la scalata del dollaro, con l’indice DXY che conferma il buono stato di forma di USD, proiettandosi oltre i 101,3. È la conseguenza diretta delle preoccupazioni che attanagliano l’economia sui prossimi eventuali rialzi dei tassi da parte di Federal Reserve.

FedWatch Tool prezza ancora un aumento per il meeting di ottobre al 70,9%. A preoccupare di più però sono le prospettive da qui a fine 2027: i mercati in quel caso prezzano addirittura tra i tre e i quattro aumenti dei tassi. Qualcosa che, fino alla scorsa settimana, sarebbe stato fantascientifico.

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