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BCE aumenta i tassi, il PPI USA fa tremare i mercati. Bitcoin e crypto giù, con i bond americani ora fanno davvero paura

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È stata una prima parte del pomeriggio di trading dominata dagli effetti macro. Prima l’Europa che decide per rialzi sui tassi, con Lagarde che parla di decisione facile, un no-brainer come dicono gli anglosassoni. Poi dati sul PPI USA – i prezzi ai produttori – che pur essendo in linea con le aspettative gettano i mercati nello sconforto. Intanto i bond USA riprendono a correre, ignorando gli avvisi e le minacce di Scott Bessent.

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È una situazione difficile: l’inflazione corre, gli stati non sembrano in grado anche soltanto di proporre un taglio alle spese, i movimenti più marginali e all’estremo dell’arco parlamentare avanzano, gli USA sono invischiati in una guerra dagli esiti incerti – e i deficit corrono. Una situazione che torna a essere quella del debasement trade, almeno per certi specialisti, ma con qualche differenza sostanziale.

Europa: su i tassi, senza pensarci

La decisione, dice Lagarde, non è stata difficile. Il ritorno dell’inflazione in Europa impone maggiore morigeratezza monetaria, anche a fronte – aggiungiamo noi – di una questione fiscale che difficilmente sarà risolta a breve.

In Francia è scontro totale sulla legge di bilancio, che probabilmente porterà all’approvazione di un documento in grado di accontentare tutti, ma a costi molto elevati per le già sconquassate finanze francesi. In Germania la crescita rallenta e l’industria soffre. In Italia, la situazione dovrebbe essere nota a tutti.

La decisione è arrivata all’unanimità – ed è stata congrua con tutti e tre gli scenari preparati da BCE. Ad ogni modo, non è questo a preoccupare il mondo di BTC77.040 $▼ -2,48% e delle criptovalute.

Bond USA ancora alle stelle, dopo un PPI…

I bond USA a 10 anni viaggiano verso il 5% di rendimenti. È una corsa importante, che arriva dopo le minacce di Scott Bessent, che ha sfidato i mercati riportando – per ora – una sonora sconfitta. La situazione non è migliorata alla riapertura delle borse USA, con i rendimenti che, nel momento in cui scriviamo, si attestano al 4,92%. È il livello più alto dal 2023. Superato il 4,92% si tornerà su livelli di rendimenti che non si vedevano dal 2007.

Bitcoin e oro non ne approfittano, in una situazione di quasi caos totale, che ha un po’ immobilizzato i trader su tutti i mercati. È caccia al cash, costi quel che costi. Nasdaq 100 apre con un -1% e fanno poco meglio gli altri indici delle borse USA. La situazione è grave, e pian piano sta diventando anche seria.

Intanto il mondo crypto accusa il colpo: subito dopo la pubblicazione del PPI il settore ha incassato delle perdite consistenti, che sta provando a recuperare alla riapertura di Wall Street.

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