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Bitcoin a 10.000$ per colpa di inflazione e tassi. L’esperto di Bloomberg fa un enorme buco nell’acqua. Ora chi paga?

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Nessuno sa nulla, neanche tra i sedicenti esperti. Una prova? Arriva dalle costanti previsioni di Mike McGlone, specialista del comparto materie prime in forza per molti anni a Bloomberg, che ha continuato a parlare di Bitcoin a 10.000$ a causa di possibili pressioni dell’inflazione sugli asset ritenuti risk-on. Una previsione che ha ripetuto appunto più volte, e che continua a sostenere il pubblico anche se i mercati continuano a dargli torto.

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È una storia che si ripete a ogni ciclo: mentre i mercati rallentano o addirittura crollano, come avvenuto tra ottobre 2025 e la metà del 2026, le analisi si fanno bearish e puntano, anche per guadagnarsi le prime pagine dei giornali, a livelli di prezzo in grado di far dire wow a tutti. Quando invece si riprende a salire, tornano previsioni – anche questa volta – su numeri possibili solo tenendo conto del grande entusiasmo che circonda i mercati.

10.000$? Tutto è possibile, ma…

Al netto dei numeri, che lasciano un po’ il tempo che trovano, le considerazioni intelligenti da fare sono altre. Si è temuto per mesi che un quadro dell’inflazione peggiore rispetto alle aspettative avrebbe attaccato le valutazioni di BTC85.823 $▼ -0,24% e anche di altri asset risk-on, categoria alla quale appartengono senza dubbio alcuno anche le principali azioni di Wall Street.

A distanza di mesi (e in realtà di settimane) da queste previsioni però possiamo tornare a dare uno sguardo a quella che è la situazione:

  • Aspettative sull’inflazione peggiorate, con la guerra in Iran che continua e non vede soluzione;
  • Aspettative sull’aumento dei tassi in crescita, con i mercati che prezzano almeno un altro aumento prima della fine del 2026;
  • Nessun accenno di ritorno a un regime di dissolutezza in termini monetari, cosa che molti analisti ritenevano fondamentale per una ripresa del bull market per Bitcoin e crypto.

Un quadro da tempesta perfetta che – almeno secondo quanto sono andati ripetendo diversi specialisti – avrebbe dovuto far crollare le borse, e con loro anche il mercato crypto. Non è andata così.

La spiegazione di Cathie Wood ha senso?

Poco fa sul nostro giornale abbiamo parlato del curioso punto di vista di Cathie Wood, che ritiene che i mercati possano abituarsi gradualmente a un regime di tassi strutturalmente più alti senza che le valutazioni in borsa debbano risentirne granché.

Potrebbe essere il cambio di regime – che sarebbe storico – ad aver cambiato le carte in tavola, ad aver sconfessato delle analisi che sarebbero state altrimenti… corrette.

Possibile, ma chi ha parlato di Bitcoin a 10.000$, come ha fatto più volte Mike McGlone dovrebbe anche assumersene le responsabilità. Questo nella speranza che nessuno gli abbia dato retta con i suoi denari.

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