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Donald Trump accelera su AI. NO a rallentamento chiesto dai big. E prova a cambiargli nome

12h ago
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La parola d’ordine di Donald Trump per il mondo AI è accelerare. Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti annunciato la creazione di una AI Force, un gruppo interno alla Casa Bianca che avrà come obiettivo principale quello di organizzare la resistenza agli attacchi verso il comparto. Attacchi che – almeno nella concezione di Trump – potrebbero arrivare anche dall’interno, come nel caso della richiesta di rallentare lo sviluppo firmata da Dario Amodei, CEO di Anthropic.

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Sarà nominato contestualmente uno zar del settore AI, il cui nome però non sembrerebbe essere stato ancora individuato. In realtà un ruolo simile, subito dopo l’insediamento di Donald Trump, era stato assegnato a David Sacks, che al tempo stesso avrebbe dovuto occuparsi di criptovalute.

AI potrà valere il 25% del PIL degli Stati Uniti

Il messaggio di Donald Trump è chiaro: ha piena fiducia nella capacità del comparto intelligenza artificiale e crede che offrirà dei risultati con un impatto enorme sul PIL americano.

L’AI è la prossima Rivoluzione Industriale – o Internet – ma sarà ancora più grande e di maggiore impatto, forse fino al 25% del nostro prodotto interno lordo. Siamo davanti alla Cina e al resto del mondo, e ho intenzione di far rimanere le cose così come sono.

Questa è una parte del lungo messaggio a sostegno del comparto. Messaggio che si è chiuso con un bizzarro sondaggio per rinominare l’intelligenza artificiale in Super Intelligenza, o Intelligenza Estrema, oppure Intelligenza Suprema. Non è chiaro per cosa saranno utilizzati i risultati del sondaggio.

Messaggio chiaro a Dario Amodei, Sam Altman (e Elon Musk?)

Il messaggio è chiaro. Gli USA non hanno alcuna intenzione di sostenere eventuali rallentamenti delle aziende che sviluppano modelli di frontiera, come richiesto da Dario Amodei di Anthropic e sostenuto anche da Sam Altman e Elon Musk.

Una richiesta di rallentamento che in molti ritengono economicamente motivata: sarebbe utile ad allungare la vita utile dei modelli attuali permetterebbe alle aziende del comparto AI di monetizzare di più – e anche di ridurre la quantità di capitale destinata all’addestramento dei modelli di frontiera.

Le società di frontiera hanno spese enormi relative a queste voci: i numeri di OpenAI raccontano di 1.100 miliardi da spendere da qui al 2030, con ricavi che valgono oggi un quindicesimo circa della cifra da coprire, su base annuale.

Conti che non sono un granché proprio mentre si avvicinano le IPO delle aziende di frontiera. Anthropic dovrebbe sbarcare in borsa già nel 2026, a novembre. OpenAI sembrerebbe aver rimandato, ma sarà comunque una questione che dovrebbe risolversi nella prima parte del 2027.

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