Alameda Research, il braccio di trading di FTX, muove 65 milioni in Ethereum: vendita (e crollo) in arrivo?
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Alameda Research, piattaforma di trading quantitativo strettamente collegata all’ormai defunto exchange FTX, ha appena trasferito 65 milioni di dollari di Ethereum in un indirizzo di proprietà di Wintermute, secondo quanto riferito da Arkham Intelligence. La natura dell’operazione lascia presagire una possibile vendita sul mercato, dal momento che Wintermute rappresenta uno dei maggiori desk OTC del settore a cui i grandi operatori si rivolgono per liquidare grandi somme in crypto.
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Che impatto avrà questa presunta vendita sui prezzi di Ethereum? La bull run di Ether è giunta al termine? E perché Alameda Research sta scaricando così tanti ETH? Sono tutte domande lecite che sicuramente i novizi si saranno fatti leggendo questa notizia. Proviamo a fare mente locale e a capire cosa sta realmente accadendo.
Alameda Research sta per vendere Ethereum?
Partiamo dalla domanda principale: probabilmente l’ultimo trasferimento di 23.639
ETH2.659 $▼ -3,11% effettuato da Alameda, a beneficio di Wintermute, sarà finalizzato a una vendita. Non c’è in realtà la certezza di quanto stiamo asserendo, ma tendenzialmente movimenti on-chain di queste dimensioni vengono interpretati come un potenziale preludio a una vendita sul mercato, specialmente se come destinatario troviamo una piattaforma OTC dedicata all’operatività dei grandi fondi.
Ad ogni modo, il termine più corretto per inquadrare il trasferimento è più probabilmente quello di una liquidazione: gli asset detenuti da Alameda Research rientrano infatti in quella che viene identificata come la procedura di “FTX Bankruptcy Estate”, ossia fanno parte delle attività gestite nell’ambito della procedura fallimentare e del successivo processo di wind-down dell’exchange, collassato nell’ormai lontano novembre 2022.
Questo significa che dietro Alameda non c’è attualmente qualcuno vicino a Sam Bankman-Fried e al suo vecchio team che può arbitrariamente decidere quando e se vendere Ethereum o altri token. Piuttosto, a gestire le operazioni vi è il curatore fallimentare di FTX, il quale da anni cerca di monetizzare periodicamente gli asset liquidi e illiquidi dell’azienda con lo scopo di recuperare denaro da restituire ai creditori.
Tra i tanti asset in mano ad FTX ci sarebbe stata anche una fetta dell’IPO da 2.000 miliardi di Anthropic, con le quote acquistate da SBF che ora varrebbero oltre 150 miliardi, se non fosse che il nuovo amministratore dell’exchange John J. Ray III – nominato CEO dopo il crollo della piattaforma – aveva già venduto le suddette partecipazioni a 1,3 miliardi (acquistate comunque in precedenza per “soli” 500 milioni).
Che impatto può avere la “vendita” di Alameda su Ethereum?
Resta il fatto che il trasferimento degli Ethereum di Alameda, deciso dal curatore fallimentare, potrebbe comunque avere un impatto sui prezzi della criptovaluta. Questo è almeno quello che ci si potrebbe immaginare osservando da lontano una possibile vendita dal controvalore di 65 milioni di dollari.
In verità, però, il mercato attuale di $ETH risulta estremamente liquido e non basterebbe una vendita multimilionaria per far affossare i prezzi. Sulla borsa spot più profonda, per far scendere le quotazioni del 2% servono circa 14 milioni di dollari di vendite a market, ossia eseguite istantaneamente al miglior prezzo sul lato ask.
Questo è oltretutto un calcolo meramente teorico, poiché in presenza di una vendita a market di queste dimensioni si paleserebbero verosimilmente tanti compratori disposti ad acquistare il dip. Inoltre, è da escludere l’ipotesi di una liquidazione sul libero mercato, visto che Wintermute opera attraverso circuiti OTC, che hanno sì un impatto sul prezzo, ma che in genere non producono lo stesso risultato di un’operazione eseguita sui book pubblici degli exchange.
Quante crypto detiene ancora Alameda?
Va sottolineato anche come Alameda possieda ancora diversi altri fondi al di fuori degli Ethereum appena trasferiti on-chain. Nel suo wallet crypto, come mostrato da Arkham Intelligence, troviamo 453 milioni di dollari di controvalore, in calo dai 5,5 miliardi registrati a marzo 2024.
Tra le detenzioni principali ci sono ancora circa 60 milioni di dollari in Bitcoin, altri 64 milioni di dollari in Ethereum e ben 287 milioni in Solana. Non tutti lo ricorderanno, ma Alameda e FTX sono state tra le prime società a investire nei round privati di $SOL tra agosto 2020 e giugno 2021, operando come finanziatore principale dell’ecosistema.
A “rischiare” ipoteticamente di più, dunque, non sarebbe Ethereum bensì Solana, che rappresenta ancora oggi l’asset più importante nel portafoglio del fondo. Va comunque menzionato come quei 287 milioni coprono appena lo 0,4% della capitalizzazione della moneta.
A dirla tutta, le vendite di $SOL da parte di Alameda sono state lette come un segnale bullish dal mercato negli ultimi anni, proprio perché, paradossalmente, hanno contribuito a rimuovere dal mercato una delle principali fonti di pressione di vendita legate al fallimento di FTX. Infatti, da novembre 2023 ad oggi, le holdings di Alameda sono passate da 43 milioni di $SOL fino agli attuali 2,4 milioni.
L'articolo Alameda Research, il braccio di trading di FTX, muove 65 milioni in Ethereum: vendita (e crollo) in arrivo? proviene da Criptovaluta.it®.
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