Bitcoin reagisce all’inflazione, ma settembre resta in rosso: il prezzo torna sotto 78.000 dollari
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Ieri Bitcoin ha reagito con un rialzo di oltre il 2% al dato sull’inflazione americana per poi ritracciare e chiudere a +0,86%. Oggi quota 77.310 USDT e a settembre torna in negativo segnando -1,60%. Il movimento ha coinvolto tutte le crypto con Ethereum salito del +6% per poi chiudere a +3,20%. L’inflazione annua dei prezzi si è confermata al 3,4%, con la sola inflazione core sopra le attese. Anche il calo del petrolio ha dato una spinta a BTC e a Wall Street.
Perché il dato sull’inflazione ha spinto Bitcoin al rialzo
Un aumento dei prezzi non è mai una buona notizia, ma il dato di ieri è arrivato esattamente in linea con le previsioni degli analisti. Soltanto la componente core mensile, quella depurata da energia e alimentari, ha superato le stime del mercato. Come emerso subito dopo la pubblicazione del dato, il rialzo dei tassi atteso per la riunione della Federal Reserve era già prezzato e ora le probabilità si avvicinano al 90%.
Le vendite dei giorni scorsi avevano già scontato lo scenario peggiore su
BTC77.379 $▲ +0,43% e gli operatori hanno ricomprato al fatto compiuto. Il petrolio ha poi perso oltre il 3%, un aiuto importante perché la benzina spiegava circa un terzo dell’aumento mensile dei prezzi. Con l’energia in discesa il mercato inizia a scommettere su un andamento migliore per il prossimo mese.
Il quadro monthly di Bitcoin

Sul grafico monthly si osserva una panoramica del rialzo di BTC partito dai minimi di novembre 2022, che nel corso di due anni ha avuto un uptrend capace di spingere il prezzo su una serie di massimi storici, fino all’ultimo ATH a 126.272 USDT di ottobre 2025. Da qui è partita la fase di ribasso che ha caratterizzato i primi sei mesi del 2026, con un minimo a giugno a 58.035 USDT, da dove è poi scattata una fase di rimbalzo con il rally di agosto a +25%.
Allo stato attuale si può vedere come settembre si stia mostrando debole, senza una forza direzionale chiara. La candela doji in formazione lo testimonia con BTC che ora è sceso nuovamente sotto la resistenza dei 78.000 USDT. Il livello fa riferimento al vettore che parte dai massimi di inizio 2026 e arriva al minimo di giugno. La resistenza obiettivo è invece quella degli 84.000 USDT, data dal vettore che va dall’ATH sino al minimo di giugno.
Sul weekly la SMA 50 blocca il prezzo da tre settimane

Passando alla view sul grafico weekly, qui si coglie la fase attuale di BTC, che trova resistenza anche nella SMA 50 weekly, che sta contribuendo a bloccarlo da tre settimane. Sul lato corto il primo livello di supporto di breve passa nell’area dei 74.800 USDT. A scalare i due supporti principali del vettore che va dai minimi annuali ai recenti massimi passano in area 73.000 USDT, mentre il principale è a 70.000 USDT. Nella parte inferiore del grafico possiamo vedere come il setup degli indicatori weekly stia confermando la forza ormai da quattro settimane, ricordando che si tratta di un setup tarato su un’operatività di lungo periodo.
Bitcoin sorprende nel trimestre più difficile

Il terzo trimestre (Q3) è storicamente il periodo più complicato per Bitcoin, con settembre che resta il mese peggiore dell’anno. In questi primi 70 giorni il trimestre segna invece un progresso del 32%, il quarto migliore di sempre per Bitcoin e il più forte degli ultimi dieci anni. Il recupero arriva dopo una settimana negativa che aveva spinto i prezzi fino a un minimo di 76.000 USDT. Il bilancio da inizio anno resta comunque negativo a -11,69%, segno che la strada del pieno recupero è ancora lunga.
Nella serie storica il Q3 di Bitcoin ha chiuso in positivo 8 volte su 15 e in negativo 7. Quando il periodo si è concluso in rialzo, il quarto trimestre ha poi guadagnato in 6 casi su 8, con le sole eccezioni del 2018 e del 2025.
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