Bitcoin farà 3x-5x in questo ciclo e diventerà sempre più “prevedibile”: parola dello specialista di CryptoQuant
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Gli esperti del mondo crypto sono ottimisti su Bitcoin, in particolare sui rendimenti futuri che l’asset andrà a generare nel corso dell’attuale ciclo di mercato, senza però aspettarsi rialzi ultra esplosivi come negli anni d’oro. Ki Young Ju, famoso analista on-chain nonché fondatore di CryptoQuant, ha previsto che la criptovaluta crescerà di 3-5 volte il suo valore nei prossimi mesi/anni, vedendo tuttavia attenuarsi una delle caratteristiche che da sempre la contraddistingue, ossia la volatilità.
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Con il passare del tempo, Bitcoin sta diventando sempre più maturo e in un certo senso anche i suoi movimenti risultano più “prevedibili” rispetto al passato. Difficilmente, secondo l’analista, si tornerà a vedere cicli in cui i prezzi esploderanno del 10x, ma allo stesso tempo anche i drawdown dovrebbero perdere intensità, come suggerito da alcuni indicatori citati dall’esperto.
Il grafico di Bitcoin inizia a diventare prevedibile
Il punto di partenza dell’analisi di Ki Young Ju riguarda il cambiamento strutturale che sta interessando il mercato di
BTC85.436 $▼ -0,72%, complice il progressivo ingresso degli investitori istituzionali.
Un tempo infatti, quando la criptovaluta aveva una capitalizzazione minore il settore era dominato quasi esclusivamente dai retail e i loro capitali erano per lo più esposti a logiche iper-speculative di breve periodo.
Negli ultimi anni invece, grazie soprattutto al lancio degli ETF Bitcoin nel 2024 (anche se il processo di maturazione è iniziato già dal 2021), sono arrivati i grandi operatori a dominare sugli scambi, nonostante i veterani continuino ancora oggi a fare cash-out indisturbati.
Il risultato di questa trasformazione è un mercato ampiamente più maturo, meno estremo nei movimenti e talvolta anche più prevedibile, con molti investitori che spesso operano su orizzonti temporali di medio/lungo periodo. La volatilità realizzata di Bitcoin si è infatti appiattita fortemente rispetto agli scorsi bull market, offrendo opportunità di upside più limitate, così come quelle di downside.

Perché gli istituzionali riducono la volatilità? Poiché, come riportato nell’analisi di Wintermute, essi investono con tempi e modalità diverse rispetto ai retail. Molti di loro utilizzano anche la vendita di opzioni (coperta da cash o $BTC) per ottenere una rendita passiva al di sopra dei propri asset – strategie come le “covered calls” – e questo contribuisce in parte a smorzare la volatilità della criptovaluta.
C’è poi anche un discorso di natura “fisica”: più la capitalizzazione di Bitcoin aumenta, più diventa difficile – a parità di capitali – spostare le quotazioni, soprattutto perché oltre alla sua dimensione sta crescendo anche la profondità degli scambi.
Bitcoin farà “solo” 3x-5x in bull run: ma c’è una buona notizia
Il fondatore di CryptoQuant rimane bullish su Bitcoin, anche se sostiene che non arriveranno più performance cicliche da + 1.000%, come accaduto ad esempio nel biennio 2020-2021, o ancor più evidentemente nel 2016-2017.
Secondo la sua visione, ci dovremo accontentare di una crescita dei prezzi intorno al 3x-5x – il che da questi prezzi vorrebbe dire un $BTC compreso tra 250.000$ e 420.000$ – con i rendimenti che scenderanno ulteriormente nei prossimi anni.
Ad ogni modo, anche i cali dovrebbero ridimensionarsi in maniera speculare, riducendo il rischio di quei crolli dell’80% che storicamente hanno seguito i rally più esplosivi. A sostegno di questa lettura, Ki Young Ju cita una serie di indicatori che mostrano come già nell’ultimo ciclo si siano verificati i primi segnali di questo cambiamento.
In particolare, l’indicatore MVRV – che misura il rapporto tra capitalizzazione di mercato e capitalizzazione realizzata – non è più sceso al di sotto del punto 1 da gennaio 2023, mentre in passato i prezzi hanno sempre trovato un bottom proprio in corrispondenza di quella soglia. Evitando tecnicismi, ciò significa che gli holder di Bitcoin non si sono più trovati in perdita a livello aggregato durante l’ultimo ciclo, neanche nelle fasi più ribassiste.

Come mostrato in figura, anche i guadagni collettivi dei detentori si sono ridotti, con la crescita dell’MVRV che si è arrestata intorno al livello di 2,5 a novembre 2024. In tal senso, gli investitori soffrono potenzialmente meno capitolazioni sui prezzi, ma arrivano parallelamente a realizzare profitti meno straordinari rispetto al passato.
Bitcoin rischia di perdere gradualmente la sua condizione di asset ad alto beta
Nella sua lettura, il fondatore di CryptoQuant ha presentato anche altri indicatori che evidenziano l’ingresso di nuovi capitali di investimento, la costruzione di nuove posizioni long da parte delle balene vicino al recente minimo e altri dettagli sul PnL aggregato degli holder: tutti fattori che suggeriscono come Bitcoin potrebbe ormai aver creato un costrutto di bottom alle sue spalle.
Se così davvero fosse, sarebbe un risultato incredibile dal punto di vista dell’analisi on-chain, poiché significherebbe che la moneta sta perdendo parte della sua condizione di asset ad elevato beta. Mai fino ad oggi infatti avevamo visto un’inversione da bear market a bull market senza una capitolazione profonda del mercato né la presenza di un eccesso statistico.
Per qualcuno questo potrebbe essere un problema, visto che da sempre Bitcoin vive di speculazione: ridurre i suoi rendimenti e i suoi drawdown vorrebbe dire, di fatto, rendere l’asset più noioso e meno attraente per chi guarda dall’esterno. D’altro canto, questa trasformazione avvicinerebbe potenzialmente la moneta all’idea di “oro digitale” e alla concezione di “bene rifugio”, ruolo che fino ad oggi non è mai riuscita ad assecondare fino in fondo.
L'articolo Bitcoin farà 3x-5x in questo ciclo e diventerà sempre più “prevedibile”: parola dello specialista di CryptoQuant proviene da Criptovaluta.it®.
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