“Gli hacker devono restituirci ogni Bitcoin” – Blockstream minaccia azioni legali sull’hack da 4.000 BTC
0
0

BlockStream rifiuta di lasciare i 598,5 Bitcoin in mano agli hacker che hanno scoperto la vulnerabilità di Liquid Network e hanno prelevato quasi 4.000 BTC, restituendone poi circa l’85%. Il gruppo ha chiesto formalmente la restituzione anche della somma mancante, che non avrebbe intenzione di lasciare nelle mani di chi ha bucato il bridge del network. Con Kraken hai 15€ in Bitcoin gratis e puoi investire anche in azioni tokenizzate. Il gruppo offre anche prop trading – se ti iscrivi da qui!
Blockstream si è inoltre rivolta agli hacker in modo minaccioso, indicando la presenza di tracce che non possono essere cancellate, lasciando intendere che potrebbe essere – forse – possibile l’identificazione di chi ha portato a termine l’attacco. Rimane il fatto però che i 598,5
BTC78.975 $▲ +2,24% in questione sono ancora saldamente nelle mani di chi ha compiuto l’attacco, che per il momento non sarebbe intenzionato a restituirli.
Chi ha ragione? I social si dividono
I social, come spesso accade in queste circostanze, hanno assunto posizioni opposte e inconciliabili. C’è chi ritiene la trattenuta di quasi 600 Bitcoin da parte degli attaccanti alla stregua di un furto. E c’è chi ritiene invece che siano poca cosa a fronte di un attacco che aveva permesso ai suddetti hacker di entrare in possesso di ben 4.000 Bitcoin in totale.
Al netto delle posizioni dei tifosi dell’uno o dell’altro schieramento, rimane però l’ammanco. LBTC, versione sintetica di Bitcoin su rete Liquid, è coperta soltanto all’85% e dunque gli utenti che volessero uscire dal network non possono ancora farlo.
Trattandosi di una somma considerevole – poco meno di 47 milioni di dollari ai prezzi attuali – è inoltre difficile che Blockstream possa farsi carico della copertura degli ammanchi.
Ai responsabili del furto di Bitcoin da Liquid Network. Blockstream non pagherà un riscatto per la restituzione dei fondi sottratti. Prendere asset senza autorizzazione e non restituirli è un crimine e non una disclosure responsabile. Non è un’attività da white-hat. È un furto.
Si apre così un lungo messaggio che Blockstream ha affidato al social network X, che prosegue:
Non prenderemo parte a un precedente dove software open source sviluppato per il bene della community Bitcoin sia soggetto al pagamento di riscatti da parte degli sviluppatori, per somme superiori alla loro partecipazione economica.
Per ora però, almeno da questo orecchio, gli hacker non sembrano volerci sentire. E dato che nessuno può spostare Bitcoin se non in possesso di chiavi… sarà difficile recuperarli se non appunto convincendo gli hacker di guai ben peggiori.
Se i fondi non saranno restituiti, tenteremo ogni strada legale che abbiamo a disposizione. Collaboreremo con le forze dell’ordine, gli exchange, società di servizi, specialisti e altre parti coinvolte per rintracciare e recuperare gli asset e identificare i responsabili.
L'articolo “Gli hacker devono restituirci ogni Bitcoin” – Blockstream minaccia azioni legali sull’hack da 4.000 BTC proviene da Criptovaluta.it®.
0
0
Securely connect the portfolio you’re using to start.





