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Bitcoin ed Ethereum frenano: ora sono Fed e petrolio a decidere la direzione

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Il fine settimana è trascorso tranquillo e quasi anonimo per il comparto delle crypto, con chiusure comunque positive per Bitcoin ed Ethereum. Questa notte però hanno aperto la settimana entrambi in leggero calo con debolezza generalizzata per tutti i token. Oggi è il Labor Day, e le borse americane restano chiuse con i future che girano a orario ridotto. Il market mover resta Hormuz, con il petrolio che apre in rialzo.

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Bitcoin ed Ethereum aprono deboli nel giorno del Labor Day

Sul grafico daily abbiamo una comparativa dell’andamento del prezzo di BTC79.791 $▼ -0,19%, attualmente a 79.610 USDT, e di Ethereum a 2.495 USDT. Entrambi stanno vivendo una fase di lateralità, in particolare ETH, ancora all’interno dell’area di congestione, mentre BTC si trova poco sopra. La particolarità da osservare per entrambi è l’indicatore RSI.

Bitcoin ed Ethereum - daily 7 settembre 2026
Bitcoin ed Ethereum – daily 7 settembre 2026

L’RSI scende mentre il prezzo resta fermo dentro la fascia laterale, e questo scarto tra i due è il punto della lettura. L’oscillatore non sta seguendo la quotazione, segnala che dietro alla lateralità la spinta d’acquisto non ha più l’intensità dell’impulso di fine agosto. Il quadro è lo stesso sia su BTC sia su ETH, con i massimi decrescenti dell’oscillatore a fronte dei prezzi che hanno qualche fiammata rialzista intraday.

Oggi Wall Street chiusa

Future Nasdaq - S&P 500 - Dow Jones - weekly 07 settembre 2026
Future Nasdaq – S&P 500 – Dow Jones – weekly 07 settembre 2026

Oggi Wall Street è chiusa e riapre soltanto domani, mentre i future proseguono a girare in sessione ridotta, con chiusura alle ore 19 italiane. In queste ore il future sul Nasdaq resta appena positivo, mentre quello sull’S&P 500 gira poco sotto la parità. La settimana scorsa ha mostrato andamenti contrastati fra i listini, ma il bilancio finale è rimasto in territorio positivo. Su base settimanale il Nasdaq ha guadagnato lo 0,50%, l’S&P 500 ha chiuso marginalmente in verde e il Dow Jones ha ceduto lievemente. Anche su base mensile i guadagni restano contenuti.

Dopo Broadcom, i riflettori si spostano su Oracle e Adobe

La settimana ha lasciato in eredità alcuni movimenti violenti sui singoli titoli, soprattutto venerdì. Hanno pesato i crolli di Lululemon, Guidewire e Fair Isaac, tutti sprofondati tra il 15% e il 22%. In controtendenza sono spiccati i semiconduttori, con Astera Labs e SanDisk in deciso rialzo dopo i conti di Broadcom. Proprio i chip continuano a guidare il rally legato all’intelligenza artificiale, superando le grandi piattaforme software. Questa settimana l’attenzione si concentra su due trimestrali pesanti del settore, con Oracle, attesa mercoledì, e Adobe, in agenda giovedì.

I dati sul lavoro riaccendono le attese di rialzo dei tassi Fed

Il vero market mover della settimana scorsa è arrivato venerdì con il report sul mercato del lavoro americano. L’economia ha creato 162.000 posti in agosto, molto più dei circa 55.000 attesi dagli analisti, con disoccupazione ferma. Il dato robusto ha spostato le aspettative verso un possibile rialzo dei tassi alla riunione della Federal Reserve di metà settembre. I rendimenti dei Treasury sono saliti e il dollaro si è rafforzato, mentre l’oro è arretrato. Ora il calendario propone due appuntamenti chiave, cioè i prezzi alla produzione giovedì e l’inflazione al consumo venerdì, entrambi alle 14:30 italiane.

Hormuz tiene il petrolio in tensione

Petrolio WTI e Brent - weekly 7 settembre 2026
Petrolio WTI e Brent – weekly 7 settembre 2026

Il petrolio apre la settimana in rialzo e resta il termometro della crisi nel Golfo Persico. Il WTI quota 92,33$, mentre il Brent si spinge a 97,03$. Gli ultimi scontri confermati risalgono a venerdì, quando gli Stati Uniti hanno distrutto tre petroliere iraniane vicino all’isola di Kharg. In risposta, i Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato attacchi contro petroliere e navi collegate agli americani nello Stretto di Hormuz. Nelle ultime dodici ore non risultano nuovi attacchi confermati, ma Teheran ha annunciato una zona marittima riservata. Le mappe per il transito nello Stretto, intanto, sarebbero state coordinate con l’Oman e verranno firmate a breve.

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