Eni mette un tetto a benzina e gasolio: la correlazione tra Bitcoin e petrolio può sorprendere
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Eni fissa un tetto ai prezzi dei carburanti venduti nella rete Enilive, con il gasolio a 2,19€ al litro e la benzina a 1,99€ al litro. La misura parte dal 28 settembre e arriva mentre il petrolio resta la variabile che condiziona inflazione, tassi e mercati finanziari globali. Anche Bitcoin e il comparto crypto continuano ad essere influenzati ormai da mesi dalle oscillazioni del greggio, sia WTI sia Brent.
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Eni mette un tetto ai prezzi della benzina con il petrolio che influenza anche le crypto
Secondo il comunicato di ENI del 25 settembre, i nuovi limiti sono circa 17 centesimi al litro sotto i prezzi medi attuali alla pompa. Il price cap, cioè il prezzo massimo che il distributore si impegna a non superare, è collegato allo sconto sulle accise oggi in vigore. La durata iniziale è di 30 giorni, con possibile proroga fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
L’andamento del petrolio è il market mover che sta influenzando da mesi lo scenario globale dei mercati finanziari, da Wall Street ai titoli di Stato fino alle crypto. L’influenza si fa sentire giorno per giorno a seconda delle news provenienti dallo Stretto di Hormuz o delle dichiarazioni tra USA e Iran. Lo raccontiamo con frequenza, come alcuni giorni fa, quando il petrolio è tornato a dominare i mercati.
Brent e WTI chiudono in calo ma restano positivi sul mese

Il tetto di Eni arriva in una settimana volatile per il greggio, dopo i massimi toccati a metà settembre sull’onda della crisi iraniana. Ieri il Brent, che è il riferimento europeo, ha chiuso a 97,44$ al barile in contrazione del -2,77%, anche se l’andamento mensile continua ad attestarsi a +13%. Il WTI, che è il riferimento del petrolio americano, ha invece chiuso a 92,40$ con un calo del -2,33% e un rialzo mensile del +7,55%. Il quadro da inizio 2026 resta però di forte rialzo, con il Brent a +64,67% e il WTI a +60,96%.
Petrolio e Bitcoin, un legame positivo da mesi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, da mesi petrolio e
BTC83.986 $▼ -0,65% non si muovono in direzioni opposte ma tendono a salire e scendere insieme. Lo mostra il Correlation Coefficient, l’indicatore che misura su una scala da -1 a +1 quanto due mercati si muovono nella stessa direzione. Calcolato su 60 sedute, cioè circa un trimestre, tra il future Brent e il future Bitcoin del CME è positivo da fine aprile e oggi vale 0,68.
Divergenza delle ultime due settimane tra BTC e petrolio
Sul breve periodo il quadro è cambiato nelle ultime due settimane, con il greggio in calo dai massimi e Bitcoin in salita. Il Correlation Coefficient calcolato su 20 sedute, circa un mese di borsa, è sceso sotto lo zero e segna -0,25. È una divergenza recente e ancora debole, che non cancella il legame positivo osservato dalla primavera fino alle settimane scorse.
La correlazione positiva non significa che un petrolio caro faccia bene a Bitcoin, perché il legame passa soprattutto dall‘inflazione e dai tassi. Un greggio in rialzo spinge i costi dell’energia e dei trasporti, alimenta i prezzi al consumo e complica il lavoro della Federal Reserve. Nelle sedute in cui Treasury e petrolio riaccendono le tensioni, gli investitori riducono l’esposizione agli asset più rischiosi e anche il comparto crypto ne risente. Un tetto di Eni ai carburanti non cambia il prezzo del greggio, ma attenua l’impatto dei rincari su di noi.
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