Oro, argento e altre materie prime tokenizzate, con tutti i wrapper di un asset combinati in un unico dato onchain.
Gold
Circle Internet Group
Silver
Qualcomm
Dell
Bloom Energy
Una materia prima tokenizzata è un token garantito da un bene fisico custodito in un caveau: molto spesso oro, e sempre più spesso argento e altri metalli. Di norma un token rappresenta un peso fisso, come un’oncia troy o un grammo, e l’emittente pubblica audit o proof of reserves sul metallo che copre l’offerta in circolazione. I termini di rimborso variano molto da un emittente all’altro: alcuni consentono a chi detiene grandi quantità di ritirare il metallo fisico, altri regolano solo in contanti. Poiché l’oro viene tokenizzato da più emittenti contemporaneamente, CoinStats combina quei wrapper in un’unica riga oro: il dato riportato qui è quindi l’intero mercato onchain del metallo e non la quota di un singolo prodotto.
CoinStats aggrega i dati RWA di CoinGecko ogni cinque minuti. I valori rappresentano i token onchain combinati collegati a ogni asset reale, sono archiviati in USD e convertiti nella valuta scelta.
I token RWA possono comportare rischi di emittente, custodia, smart contract, liquidità, regolamentazione e rimborso. Il prezzo può differire dal sottostante e la disponibilità varia per giurisdizione.
Per i principali prodotti sì: l’emittente detiene lingotti allocati in un caveau e pubblica audit o attestazioni di proof of reserves a fronte dell’offerta in circolazione. La solidità di quella garanzia dipende dall’emittente e non dalla blockchain, quindi contano il custode, la frequenza degli audit e la giurisdizione del caveau.
A volte. Diversi emittenti consentono la consegna fisica al di sopra di una quantità minima, di solito a detentori verificati e con costi di spedizione e gestione a carico; altri regolano i rimborsi solo in contanti. Il diritto al rimborso, e chi può esercitarlo, è stabilito dai termini dell’emittente.
L’oro tokenizzato viene scambiato in modo continuo e su book più sottili rispetto al mercato spot, quindi la domanda onchain può spingerlo sopra o sotto il prezzo spot. Ad allargare il divario contribuiscono anche i costi di custodia, quelli di emissione e rimborso e la frizione dell’arbitraggio tra i due mercati.